… ed il Festival era una delusione, come previsto.

La perenne pretesa di occuparsi di politica, etica, filosofia del diritto, sociologia.
La perenne pretesa di inquinare la sublime arte del canto e della musica.
Testi scontati, vuoti, saturi di ingiustificata rabbia. Parolacce.
L’unica persona che è riuscita a dare un minimo di lustro allo spettacolo, seppure assente, è stata la poetessa e scrittrice Alda Merini con i versi recitati egregiamente da Paolo Bonolis.
Perché Grillini, perché?
Solo perché la canzone (?) di Povia non era un Inno a prenderlo?
Solo per me è il Festival della canzone italiana, e non un gay pride a sfondo bolscevico?
Il mio festival ideale: Battisti, Baroni, Zarrillo, Giorgia, Elisa, Fabi, Battiato, Conte, Fossati, Concato et cetera, et cetera.